Secondo la meccanica classica il primo principio della dinamica dice che:
Un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di esso
Cosa c’entra questo con le dinamiche proprie del lavoro? In pratica, nella mia esperienza, trovo che i sistemi di lavoro siano simili ai corpi fisici, anche questi per cambiare il proprio stato iniziale hanno bisogno di una forza che agisca su di esso; maggiore è il cambiamento voluto maggiore è la forza che si deve applicare.
Può sembrare una banalità, lo ammetto, ma questa banalità si scontra con un altro principio e cioè che ogni corpo tende a tornare nel proprio stato di equilibrio stabile, pensate a una piramide a base triangolare, se poggia su una base è in equilibrio stabile, se voglio girarla però devo applicare una forza e fino a un certo punto se la lascio quella torna bel bella nella sua posizione originale devo applicare una forza tale che permetta alla piramide anche una volta lasciata vada nell’equilibrio da me voluto.
Più è grande o pesante la piramide e maggiore sarà la forza che dovrò applicare. Uguale identico a un contesto lavorativo se voglio applicare un cambiamento dovrò applicare una forza finché il sistema stesso non tenderà al nuovo stato di equilibrio. Inoltre il sistema si opporrà pure.
Una faticaccia? Forse sì, ma di solito ne vale la pena, anche solo sapere di averci provato
Lorenzo Ferri

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