Ecco come si chiamerebbe il cellulare. Sto scrivendo questa cosa e lo dichiaro che è smaccatamente ispirata a un celebre brano di De Crescenzo sugli aerei. Ma dopo 30 anni e passa dal quando io l’ho letta la sostanza è rimasta. Perché si devono usare dei paroloni per darsi il tono di chi capisce e non usare termini intellegibili da tutti?

È ovvio e chiaro che se sono a una riunione di ingegneri probabilmente userò termini tecnici che sono chiari a tutti, ma se la stessa cosa la volete spiegare anche a me anziché dire che userete della luce amplificata attraverso emissione stimolata di radiazione mi dite che userete ci sono buone probabilità che io capisca meglio.

Con questo non voglio dire che non si debbano usare parole tecniche ma che si devono usare adatte al contesto, parole e anche esempi.

Alcuni anni fa, feci una riunione con tutta la forza vendita e per spiegare che usando come partner dei negozi che inserivano marchi con un prezzo medio inferiore al nostro ci fosse il rischio di diventare marginali in quel rivenditore, ebbi la brillante idea di usare l’esempio della buca di potenziale; credo che ancora oggi ci sia qualcuno che non ha capito. Usai un esempio calzante in un contesto in cui però nessuno oltre a me aveva idea di cosa sia una buca di potenziale.

Cercate e cerchiamo sempre di calibrare le nostre parole su chi abbiamo di fronte, non svilendoli ma per renderli partecipi di ciò che vogliamo comunicare

Lorenzo Ferri

P.S.

LASER vuol dire veramente Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation

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